4 dicembre 2010

Socio Borghi Massimo – dopo assemblea 2010


A Cernusco Insieme email : posta@cernuscoinsieme.it

B.C.C. Cernusco sul naviglio - Bilancio 2009 – Utile o perdita ?

Vedo sui media, articoli di compiacimento per i risultati raggiunti dalla nostra BCC, ho partecipato all'assemblea e sono uscito purtroppo deluso dal comportamento del Presidente e del Direttore Generale. Riassumo qui il mio pensiero.
Deluso perché ad una mia domanda il Presidente ha risposto mostrando un nervosismo scaduto poi in maleducazione. Maleducazione in quanto un Presidente non può dire "allora vada alla Popolare di Sondrio" rivolto ad un socio in una assemblea sociale.
Ma l'assemblea non è il posto dove tutti i Soci possono chiedere al Presidente chiarimenti e rivolgere domande sull'andamento della società ?
Tornando alla mia domanda e al raffronto che portavo ad esempio senza voler per questo paragonare la Popolare di Sondrio alla BCC, Milan per valorizzare la sua tesi mi ha risposto che nel 2008 la Sondrio ha avuto grossi problemi e chiuso l'esercizio in perdita.
NON E' VERO quello che mi ha risposto. Ho guardato su internet i risultati della Banca Popolare di Sondrio ed ho visto che ha chiuso con un utile sia nel 2008 che nel 2009 ed ha sempre distribuito un dividendo ai soci.
Stesso discorso è successo poco dopo da parte del Direttore Generale alle prese con una domanda di altro Socio. Anche li stesso nervosismo e anche li una risposta che lascia perplessi.

Il comportamento che ha innervosito me, ma anche diversi Soci, mi ha indotto a leggere con più attenzione il bilancio e scopro che nelle rendite troviamo:
  • a pagina 155 una minor stima del debito futuro pari a euro 1.144.000 (diminuzione di accantonamenti fatti in anni precedenti)
  • a pagina 151 riprese di valore pari a euro 2.696.000 (riprese di svalutazioni degli anni precedenti)

Mi chiedo, L'utile 2009 è stato di euro 3.181.000. Se non ci fossero state le partite straordinarie rivenienti da anni precedenti pari a euro 3.840.000 (1.144.000+2.696.000), nel 2009 avremmo avuto un UTILE o una PERDITA ?

Massimo Borghi Socio della BCC di Cernusco

Cernusco s/n 3/5/2010

Lettera ai giornali da parte di Michele Checola – dopo assemblea 2008


Spettabile Redazione
Egregio Direttore

Su alcuni media locali con tempestività è stata data notizia dell'assemblea annuale della BCC di Cernusco sul naviglio tenutasi domenica 4 maggio. Con grande rammarico non vi ho potuto partecipare, pur avendone diritto in quanto socio, poichè sono stato informato della convocazione da amici, soltanto due giorni prima; l'avviso non mi è mai arrivato. Un caso isolato? No, è successo anche a tanti altri soci. Che dire poi della data fissata? Si è trattato semplicemente di una scelta scellerata? Anche questo è un caso? O forse si voleva semplicemente scoraggiare la partecipazione? L'On. G. Andreotti disse: "Non bisogna pensare male perché è peccato ma, spesso, ci si azzecca".
Sono stato comunque relazionato ampiamente da amici e colleghi, e vorrei quindi fare qualche riflessione a voce alta, visto che mi è stata negata la possibilità di farlo nella giusta sede.
In primo luogo mi preme precisare che quanto dichiarato dall'ex Presidente Angelo Melzi a proposito dei rientri è stato da me controllato e condiviso, non si tratta di asserzioni generiche ed opinabili, si tratta di numeri; a tal proposito allego alla presente il dettaglio per consentirvi tutti i controlli e le verifiche del caso.
In assemblea il Direttore Generale ha asserito che alcune cifre andavano compensate. Una persona che riveste un tale ruolo come può confondere "rettifiche con riprese". Come se non bastasse il Presidente Protto ha invitato a recarsi in sede per un confronto diretto: inaudito. Le risposte si danno in assemblea, tutto ciò equivale ad una non risposta. Ribadisco quindi che in questi ultimi due anni sono rientrati proventi straordinari relativi ad accantonamenti fatti in passato per €. 15.748.000,00.

In qualità di socio vorrei inoltre sfruttare l'opportunità che mi viene data per invitare tutti a riflettere su un altro evento che "grida vendetta": la vendita delle filiali.
Recentemente la stampa specializzata, e non solo, ha dato notizia della vendita di alcune filiali da parte di primarie banche: Intesa San Paolo, Unicredit, UBI Banca, Antonveneta e altre.
Incuriosito, ho cercato di capirne di più.
Per prima cosa mi sono preoccupato di individuare il o i parametri utilizzati per la valutazione dei "rami di azienda" (tali sono le filiali) ceduti.
In internet ho trovato informazioni interessanti grazie alle quali ho capito che il parametro di riferimento più utilizzato per le valutazioni è la raccolta diretta; sostanzialmente essa rappresenta per le banche quello che per le aziende è il fatturato.
Su tali basi ho appurato che le operazioni di compra-vendita di filiali fra le varie banche si sono concluse con una valutazione media pari al 60% della raccolta diretta.
I Commissari che hanno gestito la nostra Banca a quanto hanno venduto le filiali ?

Basta un rapido sguardo ai bilanci per evincere che le otto filiali sono state cedute a €. 17.203.000,00, mediamente €. 2.150.000,00 ciascuna, pari al 13% della raccolta diretta. Non meno importante il fatto che insieme ad alcune filiali sono stati ceduti gli immobili di proprietà, inoltre il prezzo pagato è stato abbondantemente annacquato dai recuperi di quelle partite cedute che, a detta dei commissari, erano irrecuperabili.
Riepilogando:
- cessione di oltre 1.500 filiali da parte delle altre aziende (secondo semestre 2004 e primo semestre 2005) di credito: prezzo medio €. 8.000.000,00; senza immobili; percentuale sulla raccolta diretta 60%;
- cessione delle otto filiali della BCC di Cernusco: €. 2.150.000,00; compreso gli immobili; percentuale sulla raccolta diretta 13%.

Utilizzando i parametri delle altre banche avremmo potuto incassare una cifra compresa fra i 64 milioni e i 78 milioni di euro.

Qualche dubbio sorge spontaneo.
Che responsabilità hanno i commissari per queste differenze così clamorose ?
E la Federazione? Che ruolo ha avuto? Che responsabilità?
La società che ha effettuato la perizia è una società che lavora abitualmente per la Federazione ?
Perché non sono state interessate tutte le banche alla vendita ma solo le BCC della Lombardia ?
Perché si è privilegiato lo spezzatino anziché la soluzione di vendita in blocco? Per accontentare più banche e quindi "gli amici degli amici"? Perché la BCC di Pompiano che dapprima era interessata a tutte le filiali ed era disposta a pagare anche un premio supplementare per la totalità poi si è ritirata ? Chi l'ha scoraggiata? La Federazione ?
Non era forse il caso di chiedere il parere anche dei soci?
E' ipotizzabile una denuncia penale per turbativa d'asta ?
La Banca d'Italia si è resa correa di questa rapina ?
E' possibile intraprendere una "Class action" per essere ristornati dei danni?

Ritengo che con un esposto alla Magistratura si possa dare una risposta almeno ad alcune di queste domande, nelle more io una risposta me la sono data:

CARI SOCI DELLA B.C.C. CI HANNO RUBATO 50 MILIONI DI EURO !

Rimango a disposizione di quanti vorranno intervenire su questo argomento a questo indirizzo e-mail: dr.checola@centrocm.it

Grazie
Dott. Michele Checola

Dettaglio rientri anno 2007



DESCRIZIONE 
RIFERIMENTI 
IMPORTO
  • da fondo rischi e oneri
voce 160 - pagina 114 
€. 1.520.000,00 
  • da revocatorie
voce 160 - pagina 114 
€. 361.000,00 
  • riprese di valore
voce 130 - pagina 111 
€. 1.276.000,00 
  • variazione imposte di precedenti esercizi*
pagina 117 
€. 656.000,00 
TOTALE
€. 3.813.000 
* Non di competenza dei vecchi amministratori ma errore nel 2006.

Dettaglio rientri anno 2006



DESCRIZIONE 
RIFERIMENTI 
IMPORTO 
  • da fondo per oneri del personale
€. 404.000,00 
  • da revocatorie e legali
voce 160 - pagina 138 
€. 1.266.000,00
  • riprese di valore
voce 130 – pagina 136 
€. 10.385.000,00 
  • rivenienti dalla chiusura di una operazione di copertura del rischio tassi di interesse
€. 536.000,00 
TOTALE 
€. 12.591.000,00 

Totale dei rientri anno 2006 – 2007

€. 12.591.000,00 + €. 3.157.000,00 = €. 15.748.000,00

Lettera di una Socia delusa dopo assemblea 2008


Egregio Presidente

Federazione banche credito cooperativo
Via decorati al valor civile 15
20138 – Milano

e per conoscenza
Egregio Presidente
Credicoop Cernusco
Piazza unità d'Italia 1
20063 – Cernusco sul naviglio

assemblea annuale

domenica ho assistito ad una scandalosa farsa.
Ho saputo che nominativi validi e seri sono stati esclusi dalle candidature a favore di un personaggio che a Cernusco tutti considerano un pagliaccio. Colombo Giuseppe
Colombo ha sempre sparlato della BCC del suo direttore generale Borella e dell'ex presidente Protto.
Poi da voltagabbana ha sposato negli ultimi giorni la banda Protto.
La Federazione nella quale io ho sempre creduto si è dimostrata a disposizione, non dei soci con scelte professionali e serie ma, di chi la banca la usa solo per interessi personali.

Inoltre devo confessare che la parte finale di Protto che per stare a galla ha ripescato verbali del 2000 è stata disgustosa. Doveva parlare del futuro, ha parlato del passato

Allego lettere fatte circolare dal Colombo prima dell'assemblea.
                            
Una socia molto delusa

5.5.2008

Mio intervento assemblea 4.5.2008


Signori Soci
L'anno scorso in assemblea ho detto:
"12.591.000
euro, questi sono gli utili presenti nel bilancio 2006, appena approvato, che non si sono generati nel 2006 ma nel periodo precedente.
L'importo di 12.591.000 è così ripartito" ed ho elencato le pagine del bilancio ove tutti i Soci potevano controllare questo importo.
Nessuno non mi ha contestato nulla .
Ebbene, quattro mesi dopo, nel settembre 2007, leggo sul bollettino parrocchiale di Cernusco "Voce amica" una lettera a firma del Presidente Protto che scrive che nel bilancio 2006 si sono generati recuperi netti per 1.800.000 euro.
Ora mi permetto di far osservare che le risposte ai Soci si danno in assemblea e non sul bollettino parrocchiale e che comunque i numeri sono numeri

Signori Soci
Anche nel bilancio 2007 in approvazione ci sono componenti positive che rivengono da accantonamenti effettuati in anni precedenti il 2006.
Il totale ammonta ad euro 3.157.000.
Non sto ad elencarvi le pagine, come ho fatto l'anno scorso, ove trovare questi importi. L'elenco dettagliato lo consegno al presidente
A questa somma va aggiunto l'importo di euro 656.000 relativa ad imposte accantonate in eccedenza nel 2006.
La somma degli utili che troviamo in questo bilancio ma non di competenza del 2007 è quindi pari a euro 3.813.000 quindi superiore all'utile netto.
Questo mi fa affermare che il risultato reale del bilancio in approvazione è negativo e quindi molto deludente.

Signori Soci
Questa è l'ultima assemblea nella quale parlerò degli utili riveniente dagli anni precedenti, quindi faccio il resoconto della situazione.
Considerando anche gli importi già dichiarati nel 2006 l'importo rientrato da fondi e svalutazioni ammonta al 31.12.2007 a euro 15.748.000
Non accetto le affermazioni che nel 2006 e 2007 si sono rese necessarie ulteriori svalutazioni oltre a quelle che sono derivate dall'esame fatto dalla Banca d'Italia prima e dai commissari poi. Penso che le analisi del merito creditizio fatte da Banca d'Italia e Commissari siano state fatta con la severità che non permetta appelli.

Signori Soci
Nel bilancio appena presentato figurano inoltre altri accantonamenti per euro 6.629.000 e svalutazioni per euro 27.019.000
Una parte di queste cifre ritornerà come utile negli anni successivi.
Questi dati sono la conferma che gli accantonamenti e le svalutazioni sono stati effettuati solo ed esclusivamente per giustificare il commissariamento e la vendita delle filiali.
Grazie

Dettaglio rientri anno 2007

  • euro 1.520.000 da fondo rischi e oneri tabella 12.2
  • euro 361.000 da revocatorie sezione 10 tabella 10.1
  • euro 1.276.000 riprese di valore sezione 8 tabella 8.1
totale euro 3.157.000
  • euro 656.000 variazione delle imposte correnti dei precedenti esercizi
totale euro 3.813.000

Dettaglio rientri anno 2006

L'importo di 12.591.000 era così ripartito:
  • euro 404.000 rivenienti dal Fondo per oneri del personale;
  • euro 536.000 rivenienti dalla chiusura di una operazione di copertura del rischio tassi di interesse;
  • euro 1.266.000 per riprese di valore per rischi ed oneri – pagina 138 della relazione
  • euro 3.576.000 per riprese di valore su crediti svalutati precedentemente – sofferenze – pagina 154 della relazione
  • euro 4.230.000 per riprese di valore su crediti svalutati precedentemente – incagli – pagina 154 della relazione
euro 2.579.000 per riprese di valore su crediti svalutati (differenza fra importo indicato a pag. 136 e due importi precedenti.

Totale dei rientri anno 2006 – 2007


12.591.000 + 3.157.000 = 15.748.000


grazie

4.5.2008

Intervento Perego dr. Luigi – Assemblea 13.5.2007




Signori Soci, Amici
il Presidente del Consiglio di Amministrazione ha illustrato vari aspetti della transazione proposta.
Ritengo che vi siano altri aspetti fondamentali di questa transazione che meritIno di essere illustrati per meglio comprendere l'operazione che Vi accingete a votare.
Il primo è che questi Consiglieri, e Sindaci, per anni, hanno lavorato per il loro consiglio, non certo pagati in proporzione agli sforzi profusi, per la prosperità della nostra banca e, per aiutare i nostri soci nelle loro necessità finanziarie, soprattutto, nei momenti di maggiore bisogno.
Tutto ciò anche se commettendo qualche errore.
Siamo umani.
In questo bilancio appare che la banca ha beneficiato con ragionevole certezza del recupero tempestivo del capitale complessivamente di Euro 10.385.000,00.= di crediti in sofferenza, all'incaglio, erano stati addebitati dalla precedente gestione.
Inoltre la banca ha beneficiato di Euro 2.216.000,00.= di recuperi vari.
Nell'esercizio in corso, il 2007, ci saranno ancora altri recuperi per diversi milioni di Euro.
Altri crediti recuperati andranno a rimpinguare i bilanci di appartenenza delle filiali cedute.
Però sulla base di queste infondate sofferenze, incagli e presunti rischi, hanno ingiustamente commissariato la nostra banca e l'hanno in parte smembrata. Soprattutto hanno minato il feeling e la fiducia reciproca che c'era, con un lungo periodo di sbandamento dei nostri soci e clienti.
E tutto ciò nonostante lo sbandierato aiuto della Federazione che, però si è garantita un tutoraggio sui candidati al Consiglio da presentare in assemblea e non ha saputo opporsi, anzi mi risulta abbia favorito lo smembramento di nostre filiali.
Per finire in gloria, i commissari, con dubbia legalità, hanno terminato il loro lavoro con una azione di responsabilità nei nostri confronti.
Ma l'azione è decaduta prima del giudizio per la morte di un consigliere.
Tuttavia il Vostro Presidente ha ritenuto di ripresentare l'azione nei nostri confronti.
Oggi questo consiglio, ci chiede, insieme alla transazione, di non candidarci a cariche elettive sino al 2020. Perché?
Con tutte queste azioni o limitazioni della volontà assembleare, è certo che noi soci siamo considerati incapaci di intendere e volere, per cui è necessario che in assemblea ci si impedisca di votare chi vogliamo in merito alle cariche elettive.
Ci impongono la tutela della Federazione.
In questo quadro nasce l'accordo transattivo che noi consiglieri, contro i quali è stata promossa l'azione di responsabilità, abbiamo accettato.
L'abbiamo accettata, innanzitutto, perché le notevoli spese legali che la difesa comporta, li paghiamo di tasca nostra mentre per la controparte li paga la banca, anzi, li paghiamo ancora noi con la transazione.
L'abbiamo accettata anche perché chi ci deve giudicare è una magistratura che, quanto meno, suscita qualche perplessità.
Vi chiediamo, comunque, di votare una qualsiasi transazione per chiudere con il passato e guardare alle prossime prospettive e all'avvenire della banca.

Intervento Perego Andrea – Assemblea 13.5.2007


Brugherio 13/05/07
Egr. Signori Soci,
Mi chiamo Perego Andrea e sono un Commercialista.
Il mio intervento vuole dimostrare l'infondatezza dei motivi che hanno determinato il commissariamento della nostra banca da parte della Banca d'Italia e dei Commissari.
Per dimostrare la mala gestione del precedente Consiglio d'Amministrazione, la Banca d'Italia e i Commissari hanno detto che c'erano ingenti crediti inesigibili e altri accantonamenti necessari.
In conseguenza delle loro valutazioni, questi presunti crediti inesigibili sono stati svalutati considerandoli una perdita in bilancio, perdita che poi è stata coperta dalla vendita delle filiali e dell'emissione di una obbligazione subordinata di € 10.000.000,00.=. (che generosamente è stata concessa!)
Oggi, correttamente l'attuale Consiglio di Amministrazione ha dovuto rettificare le valutazioni dei Commissari riprendendo ben 10.385.000,00.= dei crediti svalutati (tutto ciò è evidente a pagina 136 della nota integrativa allegata al bilancio che state approvando) ed Euro 2.216.000 per riprese di fondi già stanziati.
Ciò significa che i crediti considerati dalla Banca d'Italia e dai Commissari, inesigibili e che sono stati il motivo principale del commissariamento in realtà si stanno incassando in gran parte, chiedo a tutti Voi di meditare sull'infondatezza delle accuse fatte al precedente Consiglio d'Amministrazione, che a mio parere ha avuto solo la colpa di far crescere bene e troppo la Banca, pestando i piedi a chi stava sopra .......... e qui mi fermo.
Comunque ringrazio l'attuale Consiglio per il risanamento che ha intrapreso auspicando che ottenga gli stessi risultati e la stessa crescita che la banca ha ottenuto nell'ultimo decennio e prima del commissariamento.
Grazie.

Intervento assemblea 13.5.2007 – Socio Cofferati


Signori Soci,

sono il figlio di Battista Cofferati, una delle 26 persone chiamate in causa

Mio padre ha dedicato oltre 48 anni al mondo delle Casse Rurali. Dal 2000 non faceva più parte del consiglio di amministrazione.
Credetemi io che abito con lui vi posso dire che questi ultimi 18 mesi sono stati traumatici.

Per fortuna che nei comportamenti delle persone che conosciamo esiste ancora una consapevolezza e riconoscimento del valore delle "cose fatte" e la politica viene considerata cosa sporca perché di "cose sporche" nel comportamento della banca d'Italia e della federazione Lombarda su questo commissariamento possiamo pensare che ce ne siano state parecchie.

Vi posso garantire che in tutte le filiali del lodigiano vendute ad altre BCC ci sono i dipendenti che dichiarano che hanno fatto un passo indietro di almeno 10 anni, sia come organizzazione che come sistema informatico.
Ecco allora che ricordo le divergenze con la Federazione Lombarda e arrivo alla conclusione che c'è stata una volontà vendicativa nei confronti di chi ha sempre osteggiato la politica a favore della economicità delle procedure.

Recentemente nel Lodigiano è apparsa sulla stampa la notizia che gli amministratori della BCC Laudese sono stati chiamati a rispondere di falso in bilancio per l'anno 2003. In quel periodo ricordo che sempre nel lodigiano si parlava del commissariamento della Laudese. Poi è scoppiata la notizia su Credicoop e della Laudese non si è più parlato.
La Laudese era allineata alla Federazione Lombarda, Credicoop no.

Concludo.Ritengo il commissariamento una vigliaccata e che la transazione è accettata come male minore e per non continuare a sostenere inutili spese legali, comunque senza riconoscere alcun addebito.
D'altra parte ditemi voi come poteva difendersi mio padre su contestazioni risalenti al 1999

Mio intervento assemblea 13.5.2007


Signori Soci,

8.885.500 questa è la perdita del bilancio presentato dai commissari.
12.591.000 questi sono gli utili presenti nel bilancio 2006, appena approvato, che non si sono generati nel 2006 ma nel periodo del commissariamento e che avremmo visto nel conto economico di quel periodo se il loro effetto non fosse stato annullato dagli eccessivi accantonamenti per stime prudenziali.
Inoltre nel 2007 avremo almeno altri 6.000.000 di euro di sopravvenienze dovuti ad ulteriori accantonamenti prudenziali.

Finalmente oggi, con questi dati, si capisce che il commissariamento e la vendita delle filiali sono stati atti guidati da chi aveva intendimenti liquidatori nei confronti di Credicoop.

L'importo di 12.591.000 è così ripartito:
  • euro 404.000 rivenienti dal Fondo per oneri del personale;
  • euro 546.000 rivenienti dalla chiusura di una operazione di copertura del rischio tassi di interesse;
  • euro 1.266.000 per riprese di valore per rischi ed oneri – pagina 138 della relazione
  • euro 3.576.000 per riprese di valore su crediti svalutati precedentemente – sofferenze – pagina 154 della relazione
  • euro 4.230.000 per riprese di valore su crediti svalutati precedentemente – incagli – pagina 154 della relazione
  • euro 2.579.000 per riprese di valore su crediti svalutati (differenza fra importo indicato a pag. 136 e due importi precedenti.

Signori Soci, 
Passando all'argomento in trattazione voglio chiarire le motivazioni che ci hanno portato a questa transazione.
Motivazioni logiche e semplici che esulano dalle responsabilità.
Nessuno di noi, come già ribadito in altra assemblea, ha tratto benefici personali da operatività della Banca ne operazioni collaterali.
Le motivazioni che ci hanno spinto ad accettare una transazione sono:
  • voglia di chiudere
  • evitare ulteriori costi economici elevati
  • volontà di rimuovere liti che hanno creato grave danno all'armonia della compagine sociale

Ribadisco che il desiderio di chiudere non deve comunque essere interpretato come un riconoscimento della fondatezza degli addebiti che ci sono stati mossi.

La Banca da questa transazione non trae nessun vantaggio, i 310.000 euro coprono solo ed esclusivamente le spese legali sostenute.
Mi chiedo se i commissari hanno fatto l'interesse della banca iniziando questa azione di responsabilità.
Riconosco che il consiglio di amministrazione si è trovato questa azione da gestire e che non è iniziata per loro volontà. Certo che si poteva evitare la ripresa dopo l'interruzione dovuta alla morte di Sirtori Flavio e arrivare ad una transazione evitando aggravio di costi in avvocati.

Durante la prima udienza il Giudice ha fatto capire alle parti il suo pensiero.
Alla banca formulando una proposta di recupero risibile se rapportata all'importo richiesto originariamente; agli ex amministratori e sindaci facendo capire che incombeva il rischio di alti costi processuali (ad esempio il costo della nomina di un perito).

Con i colleghi coinvolti abbiamo discusso a lungo su come comportarci, alla fine abbiamo condiviso che occorreva trovare una soluzione unitaria. Anche se alcuni di noi, e fra questi il sottoscritto, non volevano accettare alcuna transazione, alla fine è prevalsa la maggioranza. I nostri legali, pur dichiarandosi certi di una vittoria in caso di sentenza, ci evidenziavano che i costi ancora da sostenere sarebbero stati elevati, certamente superiori a quelli della transazione offerta.

E' sconcertante affermare che gli unici vincitori di questa vertenza sono gli avvocati che hanno incassato le parcelle. Ma questa è la verità.

Signori Soci,

Oggi oltre al sottoscritto sono chiamate a rispondere altre 25 persone, tutti Soci fondatori del Credicoop.
Sto parlando di persone che impegnavano il loro tempo non per un tornaconto economico in quanto percepivano compensi simbolici, mediamente 2.000 euro all'anno.
Inoltre 11 di queste persone già dall'anno 2000 non facevano più parte degli organi amministrativi della banca.
E oggi sono chiamati a pagare.
Ma per che cosa?
  • per essere riusciti a mantenere autonoma la BCC di Cernusco mentre tutte le altre BCC aperte nello stesso periodo sono state costrette a chiudere o a fondersi?
  • per essere riusciti in 15 anni a raggiungere risultati invidiati da molte BCC?
  • per aver contribuito a creare una banca definita in più occasioni dallo stesso Presidente Protto "una Ferrari"?
  • per aver salvato diversi posti di lavoro?
  • per aver contribuito ad aiutare persone a creare nuove attività .
e potrei continuare.

Ma ora voglio parlare delle 28 pratiche contestate. Sottolineo: 28 su 30.000 trattate. Di queste:
  • il 50% si può considerare recuperato o con garanzie reali valide e recuperabili;
  • il 30% è rappresentato da tre operazioni che abbiamo fatto nello spirito di banca del territorio e nella consapevolezza che salvavamo oltre 300 posti di lavoro;
  • per un ulteriore 10% siamo stati oggetto di truffa ed è stata presentata denuncia penale alla Procura della Repubblica;
  • escluse le posizioni sopra individuate, le posizioni che dovrebbero essere di difficile recupero rappresentano lo 0,25% degli impieghi dell'epoca (10% delle posizioni contestate) pari a 1.482.000 euro.
Ma lo scopo principale della banca non è quello di concedere prestiti?
E fare ciò vuol dire anche assumersi dei rischi.
Dovevamo comportarci come dice il detto "La banca ti dà l'ombrello quando c'è il sole e te lo toglie quando piove" oppure da Banca del territorio da Cassa Rurale ed Artigiana?
Noi pensiamo di essere sempre stati attenti alle persone per il bene della nostra comunità.
Ricordo comunque che il risultato lordo di gestione, medio degli ultimi 28 mesi ossia dal 1.1.2002 alla data del commissariamento, era superiore a 1.000.000 di euro al mese. Oggi è nettamente inferiore, dai dati di bilancio ricaviamo un dato poco superiore a 200.000 euro mese

Perché non si è permesso il ricambio, se questa era la volontà della Banca d'Italia, senza ricorrere al commissariamento?
Il ricambio avvenuto nell'assemblea del 25 aprile 2004 era stato concepito come una nuova svolta per la nostra banca: un periodo di transizione per arrivare alla dichiarata volontà di unirci con la consorella di Carugate e creare una banca forte e solida.
I commissari, il loro comportamento, la volontà dichiarata della Federazione di ridimensionare Cernusco a favore di altre BCC con la vendita delle filiali, hanno portato alla situazione attuale.

Signori Soci

Un'ultima osservazione riguardante la clausola che impedisce agli ex amministratori di ricandidarsi sino al 2020.
Se ben ricordate già nel 2004 non mi ero ricandidato e l'assemblea aveva votato Varisco Romeo alla Presidenza. Coerentemente con questa decisione non mi candiderò più per incarichi nel Credicoop.
Ritengo tuttavia offensivo nei miei confronti, nei confronti dei miei colleghi coinvolti in questa situazione e dell'assemblea tutta il vincolo di ineleggibilità previsto nella transazione.

Durante le trattative spesso sono state pronunciate da entrambe le parti le parole "pace sociale". Oggi posso dichiarare che la pace sociale è pagata solo da noi ex amministratori.
Pagare 310.000 euro dopo averne pagati molti di più in spese legali e con la presenza nella transazione di una clausola offensiva come quella prima citata ci lascia l'amaro in bocca.

Dichiaro la mia astensione dal voto.
Vi ringrazio
Brugherio, 13 maggio 2007

Mio intervento all’assemblea del 21.5.2006


Signori Soci

Il bilancio che è stato presentato dal Consiglio di amministrazione è la rappresentazione di un solo mese di attività e conferma i valori da me stimati nell'assemblea del 20 novembre scorso.
Oggi abbiamo in approvazione il bilancio al 31.12.2005 ma chiedo di poter esprimere alcune considerazioni sul bilancio di chiusura del commissariamento (30.11.2005), pur sapendo che l'approvazione data, non dai Soci ma dalla banca d'Italia, chiude la porta ad ogni possibile iniziativa.
Nell'assemblea del 20 novembre scorso avevo fatto presente che la redditività mensile, a causa del comportamento dei commissari era scesa da 1.200.000 euro a poco più di 200.000 euro. Avevo anche fatto presente che quel milione di euro di differenza avrebbe consentito un piano finanziario di ristrutturazione in grado di evitare la vendita delle filiali. Perciò sono ancora convinto che la vendita delle filiali si poteva e doveva evitare.
Il fatto più grave e sconsolante è che, prima ancora di tentare un approccio che consentisse al Credicoop di far fronte alla situazione coi propri mezzi elaborando un piano di medio termine, si è subito passati allo spezzatino della banca perché gradito ai più dall'esterno ma certamente non richiesto dalle condizioni patrimoniali ed economiche del Credicoop.

Signori Soci 
Ora finalmente, siamo a conoscenza dei dati del bilancio predisposto dai commissari.
Bilancio che è la rappresentazione di un periodo di 23 mesi.
Analizzando questo bilancio si può evidenziare che :
  • l'utile per l'attività ordinaria corrisponde a euro 13.298.000 Qui non mi stancherò mai di dire che poteva essere molto superiore se i commissari si fossero comportati con managerialità e professionalità, due doti che hanno dimostrato di conoscere scarsamente. Basta solo ricordare che per tutto il periodo del commissariamento hanno tenuto ben oltre 100 milioni di euro in liquidità (200 miliardi delle vecchie lire) depositati sui conti interbancari anziché investirli anche in attività non rischiose come i titoli di stato. Inoltre il 19.6.2005 avevo fatto presente come la chiusura di una operazione di copertura del rischio tassi di interesse, aperta dai vecchi amministratori, avrebbe fruttato oltre 950.000 euro di utile. Dalla relazione odierna apprendo che l'utile per la chiusura di questa operazione, avvenuta nel 2006 è di soli 546.000 euro. L'immobilità operativa di sei mesi ha portato ad un minor utile di ben 400.000 euro
  • Le svalutazioni dei crediti ammontano ad euro 26.587.000 Nella scorsa assemblea mi sono soffermato a lungo sulla distinzione fra dubbi esiti e perdite. Queste svalutazioni rappresentano quelle che a detta dei commissari sono perdite. Anche qui sarà il tempo che farà chiarezza. Voglio solo fare un esempio, 2.250.000 di euro è la svalutazione di un mutuo che oggi ha un debito residuo di 4.800.000 euro ed è garantito da ipoteca e in aggiunta esiste una garanzia dello stato per euro 2.000.000. Mi chiedo dove è la perdita, so per certo che questo cliente sta pagando regolarmente da 80 mesi. E su questo credito hanno anche fatto azione di responsabilità verso i vecchi amministratori.
  • Gli accantonamenti generici sono stati pari ad euro 12.958.000 e qui vi ricordo che alla scorsa assemblea ai commissari avevo già ipotizzato per effetto dell'adozione delle normative IAS che col bilancio 2006 ci ritroveremo almeno 8.000.000 di euro quale utile per effetto di questi accantonamenti . Per questi accantonamenti, che
    hanno generato anche un esborso per tasse, si è trattato di troppa prudenza o di una presa in giro per motivare la vendita delle filiali ?"
  • Troviamo poi imposte e tasse per euro 4.553.000 (il totale delle tasse ammonta a 10.438.000 ma parte sono state differite, sia attive che passive, in quanto ammesso dalla legge)
  • Leggiamo costi per consulenze e perizie richieste dai commissari per la bella cifra di euro 3.780.000.
  • Sono stati rilevati come utili straordinari euro 17.203.000 per la vendita di otto filiali. Ma nella realtà cosa ci hanno reso le filiali vendute ? La cifra incassata non è stata 17.203.000 ma bensì solo 2.584.000 in quanto 5.160.000 sono svalutazioni crediti riconosciute alla banche che hanno acquistato le filiali, ( mi risulta che già oltre 1.000.000 di euro sia stato recuperato) 489.000 euro sono stati riconosciuti sempre alle banche acquirenti quali incentivi per personale ceduto. 5.670.000 di euro sono le tasse relative alla vendita delle filiali. 3.300.000 è il capitale sociale detenuto dai soci delle filiali cedute e che quanto prima andrà reso. Signori soci vi rendete conto di cosa abbiamo dovuto subire !!!
Bastavano una valutazione per i crediti più aderente alla realtà, degli accantonamenti meno punitivi e si poteva tranquillamente non vendere le filiali. 
Su quanto esposto non possiamo che prendere atto e mi ripeto, il tempo dirà se tutte queste svalutazioni e accantonamenti erano necessari o solo altamente punitivi. Chiedo una cortesia al Consiglio di Amministrazione, che ringrazio per l'impegno col quale stà gestendo questa difficile fase, chiedo che nelle relazioni di bilancio dei prossimi anni venga evidenziato l'importo riveniente da rientri per svalutazioni, accantonamenti od operazioni particolari imputate o di competenza del periodo del commissariamento.

Signori Soci

Sono convinto che anche la banca d'Italia può sbagliare e che i commissari su alcune questioni hanno agito con molta leggerezza. 
La banca d'Italia ha sbagliato nell'approvare il bilancio in quanto la voce "Fondo per oneri del personale" presente nel bilancio per euro 404.000 ed evidenziata già nel bilancio al 31.12.2003 a pagina 79 del fascicolo che tutti voi avete ritirato in quella assemblea doveva essere passata a sopravvenienze attive. Gli accordi sindacali infatti prevedono che in caso di commissariamento il premio di risultato non debba essere pagato.
I commissari erano chiaramente a conoscenza di questo fatto e lo dimostra il diniego al pagamento nei primi mesi della loro permanenza a Cernusco.
Ciò mi fa dire con certezza che la conoscenza del fatto da parte dei commissari e la non imputazione a conto economico fanno si che si possa dichiarare che il bilancio non è veritiero.

Tralascio di parlarvi delle omissioni di atti che i commissari hanno volutamente trascurato pur essendo pubblici ufficiali.

Signori Soci,

all'assemblea del 20.11.2005 avevo chiesto la verbalizzazione del mio intervento e a tale scopo avevo consegnato al segretario i relativi fogli. Purtroppo ho dovuto constatare che la verbalizzazione è stata solo parziale. Naturalmente non sono stati trascritti i passaggi più critici e significativi.
Signori Soci,

come sapete i commissari hanno iniziato una azione di responsabilità nei confronti di tutti gli amministratori, che hanno ricoperto cariche per il periodo 1.6.1999 – 25.4.2004.
La scomparsa del socio Flavio Sirtori, che ha voluto essere presente all'ultima assemblea anche se di salute cagionevole e poi ricoverato nella stessa giornata, impone al Consiglio di Amministrazione di ripresentare l'istanza di responsabilità verso gli eredi di quest'ultimo, così come verso tutte le persone citate nella precedente azione.
Voglio solo ricordare che contemporaneamente alla nascita di Cernusco erano state autorizzate altre cinque BCC. Ebbene, dicevo alla scorsa assemblea, che solo Lissone era ancora autonoma. A distanza di pochi mesi debbiamo constatare che ora anche Lissone ha dovuto cedere ed a breve verrà assorbita da altra BCC.
Considerato tutto questo mi chiedo se i vecchi amministratori del Credicoop sono da ritenere veramente punibili e responsabili per una situazione che è certamente imputabile anche alla difficile congiuntura economica del periodo che ha visto nascere e crescere il Credicoop.
Non sarebbe più corretto effettuare una valutazione complessiva del loro operato e non limitarsi a processarli per eventuali negatività, per altro tutte da verificare e certamente catalogabili entro i limiti fisiologici di una gestione che, lo si voglia o no, è stata di grande respiro e ha rappresentato l'esempio di maggior sviluppo nel settore delle Banche di credito cooperativo Italiane degli ultimi 50 anni.
Mi chiedo se è giusto trattare così Soci fondatori che hanno operato solo ed esclusivamente nell'interesse del Credicoop.

Vi ringrazio per l'attenzione

Angelo melzi  
21.5.2006

Mio intervento all’assemblea del 20.11.2005


Signori Soci,
mi sembra doveroso, dopo 18 mesi, intervenire su quanto accaduto e spero di riuscire ad illustrarvi al meglio le motivazioni che, dal mio punto di vista, hanno determinato il commissariamento dell'istituto.


Innanzi tutto mi preme far presente che non si sono verificati ammanchi di nessun genere dovuti ad atti riconducibili a singole persone, e ciò può essere affermato anche dai Commissari che hanno condotto gli accertamenti durante questo lungo periodo.

Le motivazioni di quanto accaduto

Per comprenderne le motivazioni occorre risalire al rapporto che gli Ispettori della Banca d'Italia stilarono al termine dell'ispezione condotta per quasi cinque mesi tra la fine del 2003 e l'inizio del 2004. Gli Ispettori, nonostante le esaurienti spiegazioni fornite dal CDA non vollero considerare i motivi per i quali le indicazioni contenute nel rapporto ispettivo Banca d'Italia dell'anno 2000 (ispezione precedente) non erano state recepite (gradualità negli interventi), assunsero un comportamento inquisitorio instaurando un clima volto a screditare la professionalità degli amministratori e della dirigenza tutta. Nell'ispezione 2000 il filo conduttore del rapporto ispettivo era principalmente riferibile alla partecipazione detenuta dal Credicoop nella BCC Marchant.
Per la completa dismissione della partecipata e sue collegate, non sono stati sufficienti i tre anni durante i quali, tuttavia, il Consiglio di amministrazione aveva intrapreso senza dubbio la strada da seguire e individuate, nella persona di un Sindaco, le caratteristiche professionali ritenute idonee per contribuire alla soluzione della complessa operazione; tutto ciò è stato interpretato come una commistione di interessi personali.
Verso il termine dell'ispezione, considerato lo scarso dialogo con il Capo ispettore, e per dimostrare la buona fede del nostro operare, il sottoscritto ha pensato (non so se bene o male) di chiedere al movimento cooperativo cernuschese e precisamente alla Associazione amici della cooperazione di farsi carico di due operazioni giudicate difficili
Questo intervento risolutore dei problemi della Banca, è stato interpretato da Banca d'Italia come atto di commistione di interessi fra l'Associazione degli amici della cooperazione di Cernusco ed il Credicoop Lombardo.
Apro una parentesi: tutti i Cernuschesi sanno che il Movimento Cooperativo dal 1948 al 1989, anno di costituzione della banca, ha sempre svolto la funzione di raccolta del risparmio, poi regolatasi con la costituzione dell'allora C.R.A. di Cernusco. In ogni modo ricordo che la volontà di regolarizzare l'attività di raccolta del risparmio risale al 1953, anno di presentazione alla Banca d'Italia della prima richiesta di autorizzazione per la costituzione di una C.R.A.
Ciò aiuta a comprendere la ragione di una richiesta fatta al Movimento Cooperativo cernuschese e la risposta positiva, che non si è fatta attendere, da parte di chi, per oltre 35 anni, si era impegnato per la nascita di una banca e l'aveva poi portata, nei 15 anni di attività, a divenire il motore economico per tantissimi privati e piccole-medie aziende. Difatti il movimento cooperativo cattolico cernuschese si è fatto carico dei due citati problemi.
Ora desidero sottolineare che nessun componente dell'allora Consiglio di Amministrazione ricopre cariche nelle varie cooperative riferibili alla Associazione amici della cooperazione di Cernusco. Il solo Presidente dell'organo di controllo della Banca è attivo in alcune di queste cooperative.
Voglio inoltre chiarire che l'Associazione amici della cooperazione di Cernusco è una associazione senza fine di lucro costituita nel luglio 1999 ed è subentrata alla associazione di fatto che fin dal 1948 fungeva da supporto anche finanziario al mondo cooperativo cattolico. Quale Presidente, per la massima trasparenza e lontananza da dubbi su eventuali conflitti, è stato invitato un ex Funzionario Cariplo, non socio BCC e non socio Constantes. Il Dott. Antonio Bacuzzi persona conosciuta e stimata in tutta Cernusco.
Il sottoscritto, di queste cooperative, è solo socio e senza alcun incarico.
Allora, dove si può individuare la commistione di interessi paventata dagli Ispettori Banca d'Italia? Ovunque, in tutta Cernusco, è quanto mai visibile e tangibile l'attività che il movimento cooperativo cernuschese ha prodotto in tantissimi anni ed è risaputo che il movimento stesso ha fortemente voluto la costituzione della banca.
Bene, dopo 18 mesi chiedo ai Sigg.ri Commissari di esprimersi su questa ipotetica commistione di interessi indicando fatti e circostanze e non discutibili opinioni.

Alla motivazione sopra detta, gli ispettori hanno aggiunto poi una serie di problematiche che normalmente accomunano i rilievi di tutte le ispezioni bancarie. Hanno stimato la recuperabilità dei crediti concessi applicando criteri di valutazione nettamente difformi da quelli utilizzati dagli amministratori, determinando un diverso ammontare di "dubbi esiti"; ma voglio precisare: i dubbi esiti rappresentano solo perdite presumibili e stimate e quindi non perdite certe.
Scusate se insisto nel voler chiarire bene questi due concetti:
  • dubbi esiti
  • perdite certe
perché su queste parole si è giocato il futuro del Credicoop Lombardo.
Un dubbio esito , è la stessa parola che lo dice, è il dubbio sull'esito di un affidamento. In bilancio, il solo fatto d'aver espresso un dubbio, rappresenta l'obbligo di accantonare tale importo nel conto economico con svalutazione del credito stesso.
La perdita certa è invece quando esaurite tutte le pratiche proprio non c'è più nulla da fare per recuperare il credito.
Dopo il termine dell'ispezione, la Banca d'Italia ha notificato al sottoscritto, come a tutti gli altri esponenti aziendali, una serie di osservazioni.
A queste osservazioni abbiamo risposto e la Banca d'Italia ha chiesto al Ministero dell'Economia l'irrogazione di sanzioni per tre punti relativamente al CDA e per soli due punti per il Collegio Sindacale.
Per ogni punto la sanzione è stata di euro 1.549, ben al di sotto di quanto avrebbe potuto richiedere se avesse ritenuto gravi le irregolarità. Infatti la sanzione poteva essere di 25.822 euro per ogni punto.
Non si spiega perché la Banca d'Italia, che poteva chiedere una multa molto maggiore e che ne ha richiesto invece una quasi simbolica, è poi ricorsa al provvedimento del commissariamento, così grave e punitivo per la nostra cooperativa.
Torniamo ora all'erogazione del credito.
La pubblicità che il Credito Cooperativo Italiano sta portando avanti da anni dice "La mia banca è differente". C'è da chiedersi che differenza ci sia se poi ci comportiamo come tutti gli altri?
La conoscenza del cliente, e non la pratica burocratica, è l'arma vincente della cooperazione di credito; questa affermazione è stata ampliamente enunciata dall'avv. Azzi come slogan per le BCC.
Sarà il tempo che dirà se i dubbi esiti quantificati al termine della visita ispettiva diventeranno perdite reali e certe. Già io sono certo che a distanza di pochi mesi le stesse pratiche presentavano situazioni migliorate e ben diverse rispetto alla valutazione espressa dagli Ispettori.
In una lettera inviata nel mese di giugno 2005 dai vecchi amministratori al Signor Direttore Generale della Banca d'Italia si faceva notare come, da una verifica dati aggiornata a fine maggio 2005, ben l'83% delle posizioni considerate anomale in sede ispettiva si fossero nel frattempo normalizzate ed il 72% delle perdite, allora presunte, siano oggi da considerare a recupero totale. Bene, al 30 settembre 2005 questi dati sono ulteriormente migliorati. Signori Commissari ho qui l'elenco dettagliato che mi permetto di fornirvi al termine di questa assemblea.
Ricordo inoltre che il Credicoop è stato oggetto di una ispezione da parte della Federlombarda nell'anno che ha preceduto l'ispezione della Banca d'Italia. I documenti sono agli atti e mi sembra che non evidenziano le negatività che si vogliono far credere.

Il commissariamento

Il compito che la Banca d'Italia ha assegnato ai Commissari in primis era, al di là delle motivazioni formali, dimostrare che il commissariamento è stato un atto dovuto e necessario e che i loro Ispettori non si erano sbagliati.
L'inizio è stato traumatico.
I Commissari forse pensavano di trovarsi di fronte ad una realtà diversa, dove tutti facevano i loro interessi e basta.
Faccio un esempio significativo dell'atteggiamento dei Commissari: al loro arrivo, nella prima riunione, chiesero a tutti i Consiglieri di lasciare sul tavolo le chiavi delle macchine aziendali ed i telefonini. Scoprirono con grande sorpresa che i Consiglieri non avevano né telefonini né macchine aziendali e si pagavano, senza rimborso, anche il parcheggio quando venivano alle riunioni del CDA.
Hanno iniziato dall'esame degli affidamenti e senza motivo hanno revocato i fidi a tantissimi artigiani, commercianti e piccole aziende. Ma come, non è il signor Governatore della Banca d'Italia che predica di aiutare le piccole aziende per il bene dell'economia nazionale? Vi assicuro che le affidate non erano aziende decotte, tant'è vero che, girato l'angolo, la quasi totalità ha trovato subito altre banche disposte a subentrare al Credicoop con i giusti affidamenti e il Credicoop ha di conseguenza perso clientela. Questo comportamento ha creato difficoltà a più di un Socio.
Voglio sottoporvi un altro grave episodio. Una società è stata accusata di aver presentato, per l'anticipo, fatture che a detta dei Commissari erano false, ripeto una società non dieci, venti o cinquanta. I Commissari hanno continuato a propagandare che la stragrande maggioranza dei clienti Credicoop si facevano anticipare fatture fasulle. Il caso singolo può anche essere accaduto ma la generalizzazione strumentale per rappresentare una situazione organizzativa disastrata è atto scorretto, intollerabile in quanto proveniente da pubblici ufficiali come lo sono i Commissari.
In tale contesto gli utilizzi degli affidamenti di portafoglio salvo buon fine e anticipo fatture sono diminuiti di ben l'85%.
Questo "stile" di rappresentazione della situazione del Credicoop al referente in Banca d'Italia è proseguito per tutto il periodo del commissariamento.
Nel frattempo diversi clienti che gli Ispettori della Banca d'Italia avevano attribuito al comparto sofferenze, con aggravio di dubbio esito, nel periodo commissariale hanno in realtà regolarizzato la loro esposizione, vorrei sapere se è stato adeguatamente rivisto il giudizio di dubbio esito.
Ecco allora che occorreva ricercare nuove posizioni da classificare a sofferenza. A distanza di tre mesi, posizioni giudicate normali dagli Ispettori della Banca d'Italia sono state appostate a sofferenza e gravate di dubbio esito dai Commissari. E' chiaro che per l'incarico assegnato ai Commissari dalla Banca d'Italia, il totale di partite anomale dichiarato nel rapporto ispettivo
non poteva diminuire altrimenti si metteva in forse uno dei pilastri del commissariamento.
Alla fine del dicembre 2004, i Commissari dovevano predisporre un piano strategico e per fare ciò avevano necessità di quantificare i dubbi esiti (per loro perdite certe). Questa analisi fatta con una logica irragionevolmente punitiva nei confronti della Banca e della clientela e senza dubbio, con un voluto pregiudizio nella valutazione di tutti i crediti, è stata costruita in funzione della decisione della vendita delle filiali. Decisione presa molto tempo prima e non solo in Banca d'Italia (ricordo che due giorni dopo l'inizio del commissariamento in una riunione istituzionale il Direttore generale della Federazione Lombarda già indicava come certa la rimessa in bonis della Banca con vendita di parte delle filiali). Come minimo una analisi delle pratiche di fido per la più obiettiva valutazione dei crediti, andava affidata a terzi, visto che i Commissari, per altri aspetti più squisitamente tecnici e legali, non si sono risparmiati nel farsi assistere, ricorrendo spesso e volentieri a consulenti esterni.
Il fatto più grave e sconsolante è che, prima ancora di tentare un approccio che consentisse al Credicoop di far fronte alla situazione coi propri mezzi elaborando un piano di medio termine, si è subito passati allo spezzatino della banca perché gradito ai più dall'esterno ma certamente non richiesto dalle condizioni patrimoniali ed economiche del Credicoop. Vorrei chiudere sul punto senza ulteriori polemiche, ma dico solamente che vi sono banche che hanno interamente perso il capitale sociale senza che nei loro confronti ci siano state misure traumatiche come quella adottata contro il Credicoop. E' proprio vero quello che disse Giovanni Giolitti "le leggi per i nemici si applicano, per gli amici si interpretano"
Non mi soffermo più su questi punti perché credo che il tempo dirà esattamente come era nella realtà la situazione dei crediti.

Purtroppo in una situazione precaria non si può resistere troppo. Senza intraprendere iniziative l'operatività aziendale scade e il conto economico ne risente; se poi ci aggiungiamo i numerosi costi dell'amministrazione straordinaria e dei consulenti vari la situazione col tempo non può che diventare insostenibile.
Di fatto nel periodo commissariale è venuta a mancare l'iniziativa propria delle funzioni manageriali; con o senza la presenza del direttore generale, i Commissari si sono fatti assorbire, scientemente, dalla comodità di una facile e tranquilla quotidianità, evitando l'assunzione di responsabilità gestionali, preoccupandosi solamente di giustificare la loro permanenza il più a lungo possibile, per utilizzare il massimo del periodo loro permesso.
Mi aspettavo maggiore managerialità da parte dei Sigg.ri Commissari; non si può prendere una azienda con una redditività mensile di 1.200.000 euro e lasciarla con redditività mensile pari a poco più di 200.000 euro, soprattutto perché quella redditività di 1.000.000 di euro in più al mese avrebbe consentito un piano finanziario di ristrutturazione in grado di evitare la vendita delle filiali.
Perciò sono convinto che la vendita delle filiali era stata decisa prima.
Emblematico è il caso della redditività dell'area finanza. Al 24.4.2004, dopo solo 4 mesi di attività, le rendite per movimentazioni sul mercato azionario ammontavano a 250.000 euro, ad oggi penso che la cifra sia invariata in quanto i Sigg.ri Commissari non hanno voluto compiere atti di gestione. Ricordo che l'area finanza del Credicoop per redditività è sempre stata fra le prime di tutte le BCC della Lombardia. Ma il loro compito non era anche quello di gestire con imprenditorialità la banca?

Nei rapporti con i dipendenti, mi dicono che uno dei Commissari si è comportato in modo inurbano ed inoltre entrambi hanno sempre tenuto un comportamento ingiustificatamente ostile nei confronti di tutti i dipendenti.
In questo clima l'organizzazione aziendale andava allo sfascio e poi lo spostamento immotivato di dipendenti ha fatto il resto.
Viene da pensare che forse anche la mancanza di organizzazione era una delle cause che doveva essere "trovata" con ogni mezzo per motivare il commissariamento. Diversamente non sono spiegabili né gli atteggiamenti riservati ai dipendenti né gli interventi operati che sotto il profilo organizzativo hanno pesantemente segnato ogni ufficio.

Il ruolo Federazione Lombarda

Ricordo che il ruolo della Federazione Regionale delle BCC è quello di salvaguardare le associate.
Il Credicoop ha avuto rapporti non facili con la Federazione Lombarda delle BCC. Tuttavia adesso non voglio parlarvi delle motivazioni che riassumo per titoli nella scelta di un sistema informativo diverso da quello lombardo e nelle controversie avute per le fusioni fatte con Chieve e Cologno Monzese. Sono comunque certo che abbiamo sempre agito con spirito imprenditoriale per il bene della nostra Banca e senza mai adottare comportamenti che mirassero ad occupare poltrone in ambito Federativo.
Voglio invece parlarvi del clima che in Federazione Lombarda esisteva nei confronti di Credicoop.
In un incontro fra il sottoscritto ed il Direttore generale della Federlombarda, dopo pochi giorni dal suo insediamento a direttore della Federazione e solamente alla terza o quarta volta che ci incontravamo, quindi con una conoscenza superficiale, si è permesso di affermare che in Lombardia i suoi principali nemici erano il Credicoop Lombardo e le altre BCC che non utilizzavano il sistema informatico federale e poi ha continuato dicendo che ci avrebbe osteggiato con ogni mezzo.
Questo la dice lunga sul suo comportamento nei confronti miei e del Credicoop, e sull'influenza che lo stesso poteva avere su alcuni esponenti della Federazione nel relazionare notizie della Banca durante il periodo commissariale.
E' chiaro che questa sua presa di posizione derivava da commenti e notizie a lui riportate da altri, e rappresentava il clima ostile che si viveva in Federazione nei confronti di Cernusco.
Sul verbale del Consiglio di Amministrazione della Federazione Lombarda dell'11 dicembre 1996, in una discussione riguardante la BCC di Cernusco si legge la seguente frase: "Le 'sanzioni' avrebbero maggiore efficacia, se si costituisse una sorta di 'isolamento' attorno ai dissidenti, evitando di ammorbidire poi, sul piano personale, i rapporti con gli esponenti di quella BCC".
Con queste premesse, come si poteva pensare che nel mese di aprile del 2004 la Federlombarda intervenisse con volontà e fermezza per evitare l'amministrazione straordinaria; cosa che ha detta del suo Direttore Generale ha fatto in situazioni analoghe.
Onestamente, devo dire che l'avv. Azzi parlandone successivamente ha espresso dubbi sulla necessità di questa decisione drastica e punitiva .

Cosa mi rammarica - Cosa mi lascia soddisfatto

Mi spiace solamente che una realtà valida ed efficiente sia stata trattata, a causa di teoremi inesistenti e comportamenti personali ignobili, come una associazione a delinquere.
Sono sicuro che i tempi diranno esattamente come stavano le cose. Purtroppo oggi dobbiamo valutare la realtà in base a presunzione di dati (dubbi esiti e organizzazione) stimati dai Commissari. Anche questo è un dato intollerabile; sono 18 mesi che i Commissari si guardano bene dal far conoscere i conti economici della Banca da essi immotivamente segretati in nome di non si sa bene quale regola, certamente mostrando di non avere alcuna considerazione della base sociale.
Mi lascia soddisfatto il sapere che 15 anni fa a Cernusco sul Naviglio non esisteva una Banca di credito cooperativo, in quindici anni siamo cresciuti ed abbiamo fatto da moderatori del mercato, aiutato tanta gente ad iniziare attività, a comprare casa e adottato iniziative sul territorio che altri non avrebbero fatto. Ora, dopo la vendita delle filiali, saremo più piccoli ma comunque presenti e fra qualche tempo quando tutto sarà affievolito nei ricordi il Credito Cooperativo a Cernusco saprà senza dubbio esercitare la funzione di Banca del territorio, così come è stata desiderata e pensata dai Soci promotori.
Ringrazio il Signor Sindaco del Comune di Cernusco sul Naviglio, ed il Signor Prevosto della Parrocchia Santa Maria Assunta, per la fiducia che tempestivamente hanno dimostrato con la loro dichiarazione congiunta. Ringrazio inoltre tutti gli esponenti pubblici che hanno prontamente dimostrato fiducia nella nostra Banca.
Voglio concludere rammentando a chi accusava il Credicoop e i suoi Amministratori di sogni di grandezza, che quasi contemporaneamente alla nascita della Cassa Rurale ed Artigiana di Cernusco sul naviglio erano state autorizzate in Lombardia anche Sondrio, Busto Arsizio, Cologno Monzese, Gazzaniga e Lissone. Ebbene, oggi solo Lissone è ancora autonoma e con una sola filiale mentre le altre sono state chiuse o assorbite da altre BCC. Quindi, quelli dell'allora Cassa Rurale ed Artigiana di Cernusco sul naviglio, non erano sogni di grandezza bensì oculata rappresentazione delle prospettive temporali e territoriali: o si raggiungeva una certa dimensione o si soccombeva. Mi spiace che gli amministratori che hanno avuto tale lungimiranza siano stati premiati con pesanti accuse e negativi apprezzamenti nonché con lo smantellamento dell'azienda.
Ai nuovi Amministratori porgo il miglior augurio per un proficuo lavoro nella speranza che sappiano trovare la determinazione per operare sempre e solo per il bene della nostra Banca, senza condizionamenti di nessun genere. Ricordo loro che il problema più urgente è di ridare operatività, efficienza su linee di sviluppo che consentano ottimismo nel futuro.
Un ringraziamento a tutti gli Amministratori e Sindaci che si sono succeduti in questi 15 anni, a tutti i dipendenti e infine un ringraziamento a tutti Voi che avete avuto fiducia e continuerete a dare fiducia al Credicoop Lombardo.

Grazie.
Angelo Melzi

Cernusco sul naviglio, 20 novembre 2005