Signori Soci
Il bilancio che è stato presentato dal Consiglio di amministrazione è la rappresentazione di un solo mese di attività e conferma i valori da me stimati nell'assemblea del 20 novembre scorso.
Oggi abbiamo in approvazione il bilancio al 31.12.2005 ma chiedo di poter esprimere alcune considerazioni sul bilancio di chiusura del commissariamento (30.11.2005), pur sapendo che l'approvazione data, non dai Soci ma dalla banca d'Italia, chiude la porta ad ogni possibile iniziativa.
Nell'assemblea del 20 novembre scorso avevo fatto presente che la redditività mensile, a causa del comportamento dei commissari era scesa da 1.200.000 euro a poco più di 200.000 euro. Avevo anche fatto presente che quel milione di euro di differenza avrebbe consentito un piano finanziario di ristrutturazione in grado di evitare la vendita delle filiali. Perciò sono ancora convinto che la vendita delle filiali si poteva e doveva evitare.
Il fatto più grave e sconsolante è che, prima ancora di tentare un approccio che consentisse al Credicoop di far fronte alla situazione coi propri mezzi elaborando un piano di medio termine, si è subito passati allo spezzatino della banca perché gradito ai più dall'esterno ma certamente non richiesto dalle condizioni patrimoniali ed economiche del Credicoop.
Signori Soci
Ora finalmente, siamo a conoscenza dei dati del bilancio predisposto dai commissari.
Bilancio che è la rappresentazione di un periodo di 23 mesi.
Analizzando questo bilancio si può evidenziare che :
- l'utile per l'attività ordinaria corrisponde a euro 13.298.000 Qui non mi stancherò mai di dire che poteva essere molto superiore se i commissari si fossero comportati con managerialità e professionalità, due doti che hanno dimostrato di conoscere scarsamente. Basta solo ricordare che per tutto il periodo del commissariamento hanno tenuto ben oltre 100 milioni di euro in liquidità (200 miliardi delle vecchie lire) depositati sui conti interbancari anziché investirli anche in attività non rischiose come i titoli di stato. Inoltre il 19.6.2005 avevo fatto presente come la chiusura di una operazione di copertura del rischio tassi di interesse, aperta dai vecchi amministratori, avrebbe fruttato oltre 950.000 euro di utile. Dalla relazione odierna apprendo che l'utile per la chiusura di questa operazione, avvenuta nel 2006 è di soli 546.000 euro. L'immobilità operativa di sei mesi ha portato ad un minor utile di ben 400.000 euro
- Le svalutazioni dei crediti ammontano ad euro 26.587.000 Nella scorsa assemblea mi sono soffermato a lungo sulla distinzione fra dubbi esiti e perdite. Queste svalutazioni rappresentano quelle che a detta dei commissari sono perdite. Anche qui sarà il tempo che farà chiarezza. Voglio solo fare un esempio, 2.250.000 di euro è la svalutazione di un mutuo che oggi ha un debito residuo di 4.800.000 euro ed è garantito da ipoteca e in aggiunta esiste una garanzia dello stato per euro 2.000.000. Mi chiedo dove è la perdita, so per certo che questo cliente sta pagando regolarmente da 80 mesi. E su questo credito hanno anche fatto azione di responsabilità verso i vecchi amministratori.
- Gli accantonamenti generici sono stati pari ad euro 12.958.000 e qui vi ricordo che alla scorsa assemblea ai commissari avevo già ipotizzato per effetto dell'adozione delle normative IAS che col bilancio 2006 ci ritroveremo almeno 8.000.000 di euro quale utile per effetto di questi accantonamenti . Per questi accantonamenti, che
hanno generato anche un esborso per tasse, si è trattato di troppa prudenza o di una presa in giro per motivare la vendita delle filiali ?" - Troviamo poi imposte e tasse per euro 4.553.000 (il totale delle tasse ammonta a 10.438.000 ma parte sono state differite, sia attive che passive, in quanto ammesso dalla legge)
- Leggiamo costi per consulenze e perizie richieste dai commissari per la bella cifra di euro 3.780.000.
- Sono stati rilevati come utili straordinari euro 17.203.000 per la vendita di otto filiali. Ma nella realtà cosa ci hanno reso le filiali vendute ? La cifra incassata non è stata 17.203.000 ma bensì solo 2.584.000 in quanto 5.160.000 sono svalutazioni crediti riconosciute alla banche che hanno acquistato le filiali, ( mi risulta che già oltre 1.000.000 di euro sia stato recuperato) 489.000 euro sono stati riconosciuti sempre alle banche acquirenti quali incentivi per personale ceduto. 5.670.000 di euro sono le tasse relative alla vendita delle filiali. 3.300.000 è il capitale sociale detenuto dai soci delle filiali cedute e che quanto prima andrà reso. Signori soci vi rendete conto di cosa abbiamo dovuto subire !!!
Bastavano una valutazione per i crediti più aderente alla realtà, degli accantonamenti meno punitivi e si poteva tranquillamente non vendere le filiali.
Su quanto esposto non possiamo che prendere atto e mi ripeto, il tempo dirà se tutte queste svalutazioni e accantonamenti erano necessari o solo altamente punitivi. Chiedo una cortesia al Consiglio di Amministrazione, che ringrazio per l'impegno col quale stà gestendo questa difficile fase, chiedo che nelle relazioni di bilancio dei prossimi anni venga evidenziato l'importo riveniente da rientri per svalutazioni, accantonamenti od operazioni particolari imputate o di competenza del periodo del commissariamento.
Signori Soci
Sono convinto che anche la banca d'Italia può sbagliare e che i commissari su alcune questioni hanno agito con molta leggerezza.
La banca d'Italia ha sbagliato nell'approvare il bilancio in quanto la voce "Fondo per oneri del personale" presente nel bilancio per euro 404.000 ed evidenziata già nel bilancio al 31.12.2003 a pagina 79 del fascicolo che tutti voi avete ritirato in quella assemblea doveva essere passata a sopravvenienze attive. Gli accordi sindacali infatti prevedono che in caso di commissariamento il premio di risultato non debba essere pagato.
I commissari erano chiaramente a conoscenza di questo fatto e lo dimostra il diniego al pagamento nei primi mesi della loro permanenza a Cernusco.
Ciò mi fa dire con certezza che la conoscenza del fatto da parte dei commissari e la non imputazione a conto economico fanno si che si possa dichiarare che il bilancio non è veritiero.
Tralascio di parlarvi delle omissioni di atti che i commissari hanno volutamente trascurato pur essendo pubblici ufficiali.
Signori Soci,
all'assemblea del 20.11.2005 avevo chiesto la verbalizzazione del mio intervento e a tale scopo avevo consegnato al segretario i relativi fogli. Purtroppo ho dovuto constatare che la verbalizzazione è stata solo parziale. Naturalmente non sono stati trascritti i passaggi più critici e significativi.
Signori Soci,
come sapete i commissari hanno iniziato una azione di responsabilità nei confronti di tutti gli amministratori, che hanno ricoperto cariche per il periodo 1.6.1999 – 25.4.2004.
La scomparsa del socio Flavio Sirtori, che ha voluto essere presente all'ultima assemblea anche se di salute cagionevole e poi ricoverato nella stessa giornata, impone al Consiglio di Amministrazione di ripresentare l'istanza di responsabilità verso gli eredi di quest'ultimo, così come verso tutte le persone citate nella precedente azione.
Voglio solo ricordare che contemporaneamente alla nascita di Cernusco erano state autorizzate altre cinque BCC. Ebbene, dicevo alla scorsa assemblea, che solo Lissone era ancora autonoma. A distanza di pochi mesi debbiamo constatare che ora anche Lissone ha dovuto cedere ed a breve verrà assorbita da altra BCC.
Considerato tutto questo mi chiedo se i vecchi amministratori del Credicoop sono da ritenere veramente punibili e responsabili per una situazione che è certamente imputabile anche alla difficile congiuntura economica del periodo che ha visto nascere e crescere il Credicoop.
Non sarebbe più corretto effettuare una valutazione complessiva del loro operato e non limitarsi a processarli per eventuali negatività, per altro tutte da verificare e certamente catalogabili entro i limiti fisiologici di una gestione che, lo si voglia o no, è stata di grande respiro e ha rappresentato l'esempio di maggior sviluppo nel settore delle Banche di credito cooperativo Italiane degli ultimi 50 anni.
Mi chiedo se è giusto trattare così Soci fondatori che hanno operato solo ed esclusivamente nell'interesse del Credicoop.
Vi ringrazio per l'attenzione
Angelo melzi
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