4 dicembre 2010

Mio intervento all’assemblea del 20.11.2005


Signori Soci,
mi sembra doveroso, dopo 18 mesi, intervenire su quanto accaduto e spero di riuscire ad illustrarvi al meglio le motivazioni che, dal mio punto di vista, hanno determinato il commissariamento dell'istituto.


Innanzi tutto mi preme far presente che non si sono verificati ammanchi di nessun genere dovuti ad atti riconducibili a singole persone, e ciò può essere affermato anche dai Commissari che hanno condotto gli accertamenti durante questo lungo periodo.

Le motivazioni di quanto accaduto

Per comprenderne le motivazioni occorre risalire al rapporto che gli Ispettori della Banca d'Italia stilarono al termine dell'ispezione condotta per quasi cinque mesi tra la fine del 2003 e l'inizio del 2004. Gli Ispettori, nonostante le esaurienti spiegazioni fornite dal CDA non vollero considerare i motivi per i quali le indicazioni contenute nel rapporto ispettivo Banca d'Italia dell'anno 2000 (ispezione precedente) non erano state recepite (gradualità negli interventi), assunsero un comportamento inquisitorio instaurando un clima volto a screditare la professionalità degli amministratori e della dirigenza tutta. Nell'ispezione 2000 il filo conduttore del rapporto ispettivo era principalmente riferibile alla partecipazione detenuta dal Credicoop nella BCC Marchant.
Per la completa dismissione della partecipata e sue collegate, non sono stati sufficienti i tre anni durante i quali, tuttavia, il Consiglio di amministrazione aveva intrapreso senza dubbio la strada da seguire e individuate, nella persona di un Sindaco, le caratteristiche professionali ritenute idonee per contribuire alla soluzione della complessa operazione; tutto ciò è stato interpretato come una commistione di interessi personali.
Verso il termine dell'ispezione, considerato lo scarso dialogo con il Capo ispettore, e per dimostrare la buona fede del nostro operare, il sottoscritto ha pensato (non so se bene o male) di chiedere al movimento cooperativo cernuschese e precisamente alla Associazione amici della cooperazione di farsi carico di due operazioni giudicate difficili
Questo intervento risolutore dei problemi della Banca, è stato interpretato da Banca d'Italia come atto di commistione di interessi fra l'Associazione degli amici della cooperazione di Cernusco ed il Credicoop Lombardo.
Apro una parentesi: tutti i Cernuschesi sanno che il Movimento Cooperativo dal 1948 al 1989, anno di costituzione della banca, ha sempre svolto la funzione di raccolta del risparmio, poi regolatasi con la costituzione dell'allora C.R.A. di Cernusco. In ogni modo ricordo che la volontà di regolarizzare l'attività di raccolta del risparmio risale al 1953, anno di presentazione alla Banca d'Italia della prima richiesta di autorizzazione per la costituzione di una C.R.A.
Ciò aiuta a comprendere la ragione di una richiesta fatta al Movimento Cooperativo cernuschese e la risposta positiva, che non si è fatta attendere, da parte di chi, per oltre 35 anni, si era impegnato per la nascita di una banca e l'aveva poi portata, nei 15 anni di attività, a divenire il motore economico per tantissimi privati e piccole-medie aziende. Difatti il movimento cooperativo cattolico cernuschese si è fatto carico dei due citati problemi.
Ora desidero sottolineare che nessun componente dell'allora Consiglio di Amministrazione ricopre cariche nelle varie cooperative riferibili alla Associazione amici della cooperazione di Cernusco. Il solo Presidente dell'organo di controllo della Banca è attivo in alcune di queste cooperative.
Voglio inoltre chiarire che l'Associazione amici della cooperazione di Cernusco è una associazione senza fine di lucro costituita nel luglio 1999 ed è subentrata alla associazione di fatto che fin dal 1948 fungeva da supporto anche finanziario al mondo cooperativo cattolico. Quale Presidente, per la massima trasparenza e lontananza da dubbi su eventuali conflitti, è stato invitato un ex Funzionario Cariplo, non socio BCC e non socio Constantes. Il Dott. Antonio Bacuzzi persona conosciuta e stimata in tutta Cernusco.
Il sottoscritto, di queste cooperative, è solo socio e senza alcun incarico.
Allora, dove si può individuare la commistione di interessi paventata dagli Ispettori Banca d'Italia? Ovunque, in tutta Cernusco, è quanto mai visibile e tangibile l'attività che il movimento cooperativo cernuschese ha prodotto in tantissimi anni ed è risaputo che il movimento stesso ha fortemente voluto la costituzione della banca.
Bene, dopo 18 mesi chiedo ai Sigg.ri Commissari di esprimersi su questa ipotetica commistione di interessi indicando fatti e circostanze e non discutibili opinioni.

Alla motivazione sopra detta, gli ispettori hanno aggiunto poi una serie di problematiche che normalmente accomunano i rilievi di tutte le ispezioni bancarie. Hanno stimato la recuperabilità dei crediti concessi applicando criteri di valutazione nettamente difformi da quelli utilizzati dagli amministratori, determinando un diverso ammontare di "dubbi esiti"; ma voglio precisare: i dubbi esiti rappresentano solo perdite presumibili e stimate e quindi non perdite certe.
Scusate se insisto nel voler chiarire bene questi due concetti:
  • dubbi esiti
  • perdite certe
perché su queste parole si è giocato il futuro del Credicoop Lombardo.
Un dubbio esito , è la stessa parola che lo dice, è il dubbio sull'esito di un affidamento. In bilancio, il solo fatto d'aver espresso un dubbio, rappresenta l'obbligo di accantonare tale importo nel conto economico con svalutazione del credito stesso.
La perdita certa è invece quando esaurite tutte le pratiche proprio non c'è più nulla da fare per recuperare il credito.
Dopo il termine dell'ispezione, la Banca d'Italia ha notificato al sottoscritto, come a tutti gli altri esponenti aziendali, una serie di osservazioni.
A queste osservazioni abbiamo risposto e la Banca d'Italia ha chiesto al Ministero dell'Economia l'irrogazione di sanzioni per tre punti relativamente al CDA e per soli due punti per il Collegio Sindacale.
Per ogni punto la sanzione è stata di euro 1.549, ben al di sotto di quanto avrebbe potuto richiedere se avesse ritenuto gravi le irregolarità. Infatti la sanzione poteva essere di 25.822 euro per ogni punto.
Non si spiega perché la Banca d'Italia, che poteva chiedere una multa molto maggiore e che ne ha richiesto invece una quasi simbolica, è poi ricorsa al provvedimento del commissariamento, così grave e punitivo per la nostra cooperativa.
Torniamo ora all'erogazione del credito.
La pubblicità che il Credito Cooperativo Italiano sta portando avanti da anni dice "La mia banca è differente". C'è da chiedersi che differenza ci sia se poi ci comportiamo come tutti gli altri?
La conoscenza del cliente, e non la pratica burocratica, è l'arma vincente della cooperazione di credito; questa affermazione è stata ampliamente enunciata dall'avv. Azzi come slogan per le BCC.
Sarà il tempo che dirà se i dubbi esiti quantificati al termine della visita ispettiva diventeranno perdite reali e certe. Già io sono certo che a distanza di pochi mesi le stesse pratiche presentavano situazioni migliorate e ben diverse rispetto alla valutazione espressa dagli Ispettori.
In una lettera inviata nel mese di giugno 2005 dai vecchi amministratori al Signor Direttore Generale della Banca d'Italia si faceva notare come, da una verifica dati aggiornata a fine maggio 2005, ben l'83% delle posizioni considerate anomale in sede ispettiva si fossero nel frattempo normalizzate ed il 72% delle perdite, allora presunte, siano oggi da considerare a recupero totale. Bene, al 30 settembre 2005 questi dati sono ulteriormente migliorati. Signori Commissari ho qui l'elenco dettagliato che mi permetto di fornirvi al termine di questa assemblea.
Ricordo inoltre che il Credicoop è stato oggetto di una ispezione da parte della Federlombarda nell'anno che ha preceduto l'ispezione della Banca d'Italia. I documenti sono agli atti e mi sembra che non evidenziano le negatività che si vogliono far credere.

Il commissariamento

Il compito che la Banca d'Italia ha assegnato ai Commissari in primis era, al di là delle motivazioni formali, dimostrare che il commissariamento è stato un atto dovuto e necessario e che i loro Ispettori non si erano sbagliati.
L'inizio è stato traumatico.
I Commissari forse pensavano di trovarsi di fronte ad una realtà diversa, dove tutti facevano i loro interessi e basta.
Faccio un esempio significativo dell'atteggiamento dei Commissari: al loro arrivo, nella prima riunione, chiesero a tutti i Consiglieri di lasciare sul tavolo le chiavi delle macchine aziendali ed i telefonini. Scoprirono con grande sorpresa che i Consiglieri non avevano né telefonini né macchine aziendali e si pagavano, senza rimborso, anche il parcheggio quando venivano alle riunioni del CDA.
Hanno iniziato dall'esame degli affidamenti e senza motivo hanno revocato i fidi a tantissimi artigiani, commercianti e piccole aziende. Ma come, non è il signor Governatore della Banca d'Italia che predica di aiutare le piccole aziende per il bene dell'economia nazionale? Vi assicuro che le affidate non erano aziende decotte, tant'è vero che, girato l'angolo, la quasi totalità ha trovato subito altre banche disposte a subentrare al Credicoop con i giusti affidamenti e il Credicoop ha di conseguenza perso clientela. Questo comportamento ha creato difficoltà a più di un Socio.
Voglio sottoporvi un altro grave episodio. Una società è stata accusata di aver presentato, per l'anticipo, fatture che a detta dei Commissari erano false, ripeto una società non dieci, venti o cinquanta. I Commissari hanno continuato a propagandare che la stragrande maggioranza dei clienti Credicoop si facevano anticipare fatture fasulle. Il caso singolo può anche essere accaduto ma la generalizzazione strumentale per rappresentare una situazione organizzativa disastrata è atto scorretto, intollerabile in quanto proveniente da pubblici ufficiali come lo sono i Commissari.
In tale contesto gli utilizzi degli affidamenti di portafoglio salvo buon fine e anticipo fatture sono diminuiti di ben l'85%.
Questo "stile" di rappresentazione della situazione del Credicoop al referente in Banca d'Italia è proseguito per tutto il periodo del commissariamento.
Nel frattempo diversi clienti che gli Ispettori della Banca d'Italia avevano attribuito al comparto sofferenze, con aggravio di dubbio esito, nel periodo commissariale hanno in realtà regolarizzato la loro esposizione, vorrei sapere se è stato adeguatamente rivisto il giudizio di dubbio esito.
Ecco allora che occorreva ricercare nuove posizioni da classificare a sofferenza. A distanza di tre mesi, posizioni giudicate normali dagli Ispettori della Banca d'Italia sono state appostate a sofferenza e gravate di dubbio esito dai Commissari. E' chiaro che per l'incarico assegnato ai Commissari dalla Banca d'Italia, il totale di partite anomale dichiarato nel rapporto ispettivo
non poteva diminuire altrimenti si metteva in forse uno dei pilastri del commissariamento.
Alla fine del dicembre 2004, i Commissari dovevano predisporre un piano strategico e per fare ciò avevano necessità di quantificare i dubbi esiti (per loro perdite certe). Questa analisi fatta con una logica irragionevolmente punitiva nei confronti della Banca e della clientela e senza dubbio, con un voluto pregiudizio nella valutazione di tutti i crediti, è stata costruita in funzione della decisione della vendita delle filiali. Decisione presa molto tempo prima e non solo in Banca d'Italia (ricordo che due giorni dopo l'inizio del commissariamento in una riunione istituzionale il Direttore generale della Federazione Lombarda già indicava come certa la rimessa in bonis della Banca con vendita di parte delle filiali). Come minimo una analisi delle pratiche di fido per la più obiettiva valutazione dei crediti, andava affidata a terzi, visto che i Commissari, per altri aspetti più squisitamente tecnici e legali, non si sono risparmiati nel farsi assistere, ricorrendo spesso e volentieri a consulenti esterni.
Il fatto più grave e sconsolante è che, prima ancora di tentare un approccio che consentisse al Credicoop di far fronte alla situazione coi propri mezzi elaborando un piano di medio termine, si è subito passati allo spezzatino della banca perché gradito ai più dall'esterno ma certamente non richiesto dalle condizioni patrimoniali ed economiche del Credicoop. Vorrei chiudere sul punto senza ulteriori polemiche, ma dico solamente che vi sono banche che hanno interamente perso il capitale sociale senza che nei loro confronti ci siano state misure traumatiche come quella adottata contro il Credicoop. E' proprio vero quello che disse Giovanni Giolitti "le leggi per i nemici si applicano, per gli amici si interpretano"
Non mi soffermo più su questi punti perché credo che il tempo dirà esattamente come era nella realtà la situazione dei crediti.

Purtroppo in una situazione precaria non si può resistere troppo. Senza intraprendere iniziative l'operatività aziendale scade e il conto economico ne risente; se poi ci aggiungiamo i numerosi costi dell'amministrazione straordinaria e dei consulenti vari la situazione col tempo non può che diventare insostenibile.
Di fatto nel periodo commissariale è venuta a mancare l'iniziativa propria delle funzioni manageriali; con o senza la presenza del direttore generale, i Commissari si sono fatti assorbire, scientemente, dalla comodità di una facile e tranquilla quotidianità, evitando l'assunzione di responsabilità gestionali, preoccupandosi solamente di giustificare la loro permanenza il più a lungo possibile, per utilizzare il massimo del periodo loro permesso.
Mi aspettavo maggiore managerialità da parte dei Sigg.ri Commissari; non si può prendere una azienda con una redditività mensile di 1.200.000 euro e lasciarla con redditività mensile pari a poco più di 200.000 euro, soprattutto perché quella redditività di 1.000.000 di euro in più al mese avrebbe consentito un piano finanziario di ristrutturazione in grado di evitare la vendita delle filiali.
Perciò sono convinto che la vendita delle filiali era stata decisa prima.
Emblematico è il caso della redditività dell'area finanza. Al 24.4.2004, dopo solo 4 mesi di attività, le rendite per movimentazioni sul mercato azionario ammontavano a 250.000 euro, ad oggi penso che la cifra sia invariata in quanto i Sigg.ri Commissari non hanno voluto compiere atti di gestione. Ricordo che l'area finanza del Credicoop per redditività è sempre stata fra le prime di tutte le BCC della Lombardia. Ma il loro compito non era anche quello di gestire con imprenditorialità la banca?

Nei rapporti con i dipendenti, mi dicono che uno dei Commissari si è comportato in modo inurbano ed inoltre entrambi hanno sempre tenuto un comportamento ingiustificatamente ostile nei confronti di tutti i dipendenti.
In questo clima l'organizzazione aziendale andava allo sfascio e poi lo spostamento immotivato di dipendenti ha fatto il resto.
Viene da pensare che forse anche la mancanza di organizzazione era una delle cause che doveva essere "trovata" con ogni mezzo per motivare il commissariamento. Diversamente non sono spiegabili né gli atteggiamenti riservati ai dipendenti né gli interventi operati che sotto il profilo organizzativo hanno pesantemente segnato ogni ufficio.

Il ruolo Federazione Lombarda

Ricordo che il ruolo della Federazione Regionale delle BCC è quello di salvaguardare le associate.
Il Credicoop ha avuto rapporti non facili con la Federazione Lombarda delle BCC. Tuttavia adesso non voglio parlarvi delle motivazioni che riassumo per titoli nella scelta di un sistema informativo diverso da quello lombardo e nelle controversie avute per le fusioni fatte con Chieve e Cologno Monzese. Sono comunque certo che abbiamo sempre agito con spirito imprenditoriale per il bene della nostra Banca e senza mai adottare comportamenti che mirassero ad occupare poltrone in ambito Federativo.
Voglio invece parlarvi del clima che in Federazione Lombarda esisteva nei confronti di Credicoop.
In un incontro fra il sottoscritto ed il Direttore generale della Federlombarda, dopo pochi giorni dal suo insediamento a direttore della Federazione e solamente alla terza o quarta volta che ci incontravamo, quindi con una conoscenza superficiale, si è permesso di affermare che in Lombardia i suoi principali nemici erano il Credicoop Lombardo e le altre BCC che non utilizzavano il sistema informatico federale e poi ha continuato dicendo che ci avrebbe osteggiato con ogni mezzo.
Questo la dice lunga sul suo comportamento nei confronti miei e del Credicoop, e sull'influenza che lo stesso poteva avere su alcuni esponenti della Federazione nel relazionare notizie della Banca durante il periodo commissariale.
E' chiaro che questa sua presa di posizione derivava da commenti e notizie a lui riportate da altri, e rappresentava il clima ostile che si viveva in Federazione nei confronti di Cernusco.
Sul verbale del Consiglio di Amministrazione della Federazione Lombarda dell'11 dicembre 1996, in una discussione riguardante la BCC di Cernusco si legge la seguente frase: "Le 'sanzioni' avrebbero maggiore efficacia, se si costituisse una sorta di 'isolamento' attorno ai dissidenti, evitando di ammorbidire poi, sul piano personale, i rapporti con gli esponenti di quella BCC".
Con queste premesse, come si poteva pensare che nel mese di aprile del 2004 la Federlombarda intervenisse con volontà e fermezza per evitare l'amministrazione straordinaria; cosa che ha detta del suo Direttore Generale ha fatto in situazioni analoghe.
Onestamente, devo dire che l'avv. Azzi parlandone successivamente ha espresso dubbi sulla necessità di questa decisione drastica e punitiva .

Cosa mi rammarica - Cosa mi lascia soddisfatto

Mi spiace solamente che una realtà valida ed efficiente sia stata trattata, a causa di teoremi inesistenti e comportamenti personali ignobili, come una associazione a delinquere.
Sono sicuro che i tempi diranno esattamente come stavano le cose. Purtroppo oggi dobbiamo valutare la realtà in base a presunzione di dati (dubbi esiti e organizzazione) stimati dai Commissari. Anche questo è un dato intollerabile; sono 18 mesi che i Commissari si guardano bene dal far conoscere i conti economici della Banca da essi immotivamente segretati in nome di non si sa bene quale regola, certamente mostrando di non avere alcuna considerazione della base sociale.
Mi lascia soddisfatto il sapere che 15 anni fa a Cernusco sul Naviglio non esisteva una Banca di credito cooperativo, in quindici anni siamo cresciuti ed abbiamo fatto da moderatori del mercato, aiutato tanta gente ad iniziare attività, a comprare casa e adottato iniziative sul territorio che altri non avrebbero fatto. Ora, dopo la vendita delle filiali, saremo più piccoli ma comunque presenti e fra qualche tempo quando tutto sarà affievolito nei ricordi il Credito Cooperativo a Cernusco saprà senza dubbio esercitare la funzione di Banca del territorio, così come è stata desiderata e pensata dai Soci promotori.
Ringrazio il Signor Sindaco del Comune di Cernusco sul Naviglio, ed il Signor Prevosto della Parrocchia Santa Maria Assunta, per la fiducia che tempestivamente hanno dimostrato con la loro dichiarazione congiunta. Ringrazio inoltre tutti gli esponenti pubblici che hanno prontamente dimostrato fiducia nella nostra Banca.
Voglio concludere rammentando a chi accusava il Credicoop e i suoi Amministratori di sogni di grandezza, che quasi contemporaneamente alla nascita della Cassa Rurale ed Artigiana di Cernusco sul naviglio erano state autorizzate in Lombardia anche Sondrio, Busto Arsizio, Cologno Monzese, Gazzaniga e Lissone. Ebbene, oggi solo Lissone è ancora autonoma e con una sola filiale mentre le altre sono state chiuse o assorbite da altre BCC. Quindi, quelli dell'allora Cassa Rurale ed Artigiana di Cernusco sul naviglio, non erano sogni di grandezza bensì oculata rappresentazione delle prospettive temporali e territoriali: o si raggiungeva una certa dimensione o si soccombeva. Mi spiace che gli amministratori che hanno avuto tale lungimiranza siano stati premiati con pesanti accuse e negativi apprezzamenti nonché con lo smantellamento dell'azienda.
Ai nuovi Amministratori porgo il miglior augurio per un proficuo lavoro nella speranza che sappiano trovare la determinazione per operare sempre e solo per il bene della nostra Banca, senza condizionamenti di nessun genere. Ricordo loro che il problema più urgente è di ridare operatività, efficienza su linee di sviluppo che consentano ottimismo nel futuro.
Un ringraziamento a tutti gli Amministratori e Sindaci che si sono succeduti in questi 15 anni, a tutti i dipendenti e infine un ringraziamento a tutti Voi che avete avuto fiducia e continuerete a dare fiducia al Credicoop Lombardo.

Grazie.
Angelo Melzi

Cernusco sul naviglio, 20 novembre 2005

 

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