Signori Soci,
8.885.500 questa è la perdita del bilancio presentato dai commissari.
12.591.000 questi sono gli utili presenti nel bilancio 2006, appena approvato, che non si sono generati nel 2006 ma nel periodo del commissariamento e che avremmo visto nel conto economico di quel periodo se il loro effetto non fosse stato annullato dagli eccessivi accantonamenti per stime prudenziali.
Inoltre nel 2007 avremo almeno altri 6.000.000 di euro di sopravvenienze dovuti ad ulteriori accantonamenti prudenziali.
Finalmente oggi, con questi dati, si capisce che il commissariamento e la vendita delle filiali sono stati atti guidati da chi aveva intendimenti liquidatori nei confronti di Credicoop.
L'importo di 12.591.000 è così ripartito:
- euro 404.000 rivenienti dal Fondo per oneri del personale;
- euro 546.000 rivenienti dalla chiusura di una operazione di copertura del rischio tassi di interesse;
- euro 1.266.000 per riprese di valore per rischi ed oneri – pagina 138 della relazione
- euro 3.576.000 per riprese di valore su crediti svalutati precedentemente – sofferenze – pagina 154 della relazione
- euro 4.230.000 per riprese di valore su crediti svalutati precedentemente – incagli – pagina 154 della relazione
- euro 2.579.000 per riprese di valore su crediti svalutati (differenza fra importo indicato a pag. 136 e due importi precedenti.
Signori Soci,
Passando all'argomento in trattazione voglio chiarire le motivazioni che ci hanno portato a questa transazione.
Motivazioni logiche e semplici che esulano dalle responsabilità.
Nessuno di noi, come già ribadito in altra assemblea, ha tratto benefici personali da operatività della Banca ne operazioni collaterali.
Le motivazioni che ci hanno spinto ad accettare una transazione sono:
- voglia di chiudere
- evitare ulteriori costi economici elevati
- volontà di rimuovere liti che hanno creato grave danno all'armonia della compagine sociale
Ribadisco che il desiderio di chiudere non deve comunque essere interpretato come un riconoscimento della fondatezza degli addebiti che ci sono stati mossi.
La Banca da questa transazione non trae nessun vantaggio, i 310.000 euro coprono solo ed esclusivamente le spese legali sostenute.
Mi chiedo se i commissari hanno fatto l'interesse della banca iniziando questa azione di responsabilità.
Riconosco che il consiglio di amministrazione si è trovato questa azione da gestire e che non è iniziata per loro volontà. Certo che si poteva evitare la ripresa dopo l'interruzione dovuta alla morte di Sirtori Flavio e arrivare ad una transazione evitando aggravio di costi in avvocati.
Durante la prima udienza il Giudice ha fatto capire alle parti il suo pensiero.
Alla banca formulando una proposta di recupero risibile se rapportata all'importo richiesto originariamente; agli ex amministratori e sindaci facendo capire che incombeva il rischio di alti costi processuali (ad esempio il costo della nomina di un perito).
Con i colleghi coinvolti abbiamo discusso a lungo su come comportarci, alla fine abbiamo condiviso che occorreva trovare una soluzione unitaria. Anche se alcuni di noi, e fra questi il sottoscritto, non volevano accettare alcuna transazione, alla fine è prevalsa la maggioranza. I nostri legali, pur dichiarandosi certi di una vittoria in caso di sentenza, ci evidenziavano che i costi ancora da sostenere sarebbero stati elevati, certamente superiori a quelli della transazione offerta.
E' sconcertante affermare che gli unici vincitori di questa vertenza sono gli avvocati che hanno incassato le parcelle. Ma questa è la verità.
Signori Soci,
Oggi oltre al sottoscritto sono chiamate a rispondere altre 25 persone, tutti Soci fondatori del Credicoop.
Sto parlando di persone che impegnavano il loro tempo non per un tornaconto economico in quanto percepivano compensi simbolici, mediamente 2.000 euro all'anno.
Inoltre 11 di queste persone già dall'anno 2000 non facevano più parte degli organi amministrativi della banca.
E oggi sono chiamati a pagare.
Ma per che cosa?
- per essere riusciti a mantenere autonoma la BCC di Cernusco mentre tutte le altre BCC aperte nello stesso periodo sono state costrette a chiudere o a fondersi?
- per essere riusciti in 15 anni a raggiungere risultati invidiati da molte BCC?
- per aver contribuito a creare una banca definita in più occasioni dallo stesso Presidente Protto "una Ferrari"?
- per aver salvato diversi posti di lavoro?
- per aver contribuito ad aiutare persone a creare nuove attività .
e potrei continuare.
Ma ora voglio parlare delle 28 pratiche contestate. Sottolineo: 28 su 30.000 trattate. Di queste:
- il 50% si può considerare recuperato o con garanzie reali valide e recuperabili;
- il 30% è rappresentato da tre operazioni che abbiamo fatto nello spirito di banca del territorio e nella consapevolezza che salvavamo oltre 300 posti di lavoro;
- per un ulteriore 10% siamo stati oggetto di truffa ed è stata presentata denuncia penale alla Procura della Repubblica;
- escluse le posizioni sopra individuate, le posizioni che dovrebbero essere di difficile recupero rappresentano lo 0,25% degli impieghi dell'epoca (10% delle posizioni contestate) pari a 1.482.000 euro.
Ma lo scopo principale della banca non è quello di concedere prestiti?
E fare ciò vuol dire anche assumersi dei rischi.
Dovevamo comportarci come dice il detto "La banca ti dà l'ombrello quando c'è il sole e te lo toglie quando piove" oppure da Banca del territorio da Cassa Rurale ed Artigiana?
Noi pensiamo di essere sempre stati attenti alle persone per il bene della nostra comunità.
Ricordo comunque che il risultato lordo di gestione, medio degli ultimi 28 mesi ossia dal 1.1.2002 alla data del commissariamento, era superiore a 1.000.000 di euro al mese. Oggi è nettamente inferiore, dai dati di bilancio ricaviamo un dato poco superiore a 200.000 euro mese
Perché non si è permesso il ricambio, se questa era la volontà della Banca d'Italia, senza ricorrere al commissariamento?
Il ricambio avvenuto nell'assemblea del 25 aprile 2004 era stato concepito come una nuova svolta per la nostra banca: un periodo di transizione per arrivare alla dichiarata volontà di unirci con la consorella di Carugate e creare una banca forte e solida.
I commissari, il loro comportamento, la volontà dichiarata della Federazione di ridimensionare Cernusco a favore di altre BCC con la vendita delle filiali, hanno portato alla situazione attuale.
Signori Soci
Un'ultima osservazione riguardante la clausola che impedisce agli ex amministratori di ricandidarsi sino al 2020.
Se ben ricordate già nel 2004 non mi ero ricandidato e l'assemblea aveva votato Varisco Romeo alla Presidenza. Coerentemente con questa decisione non mi candiderò più per incarichi nel Credicoop.
Ritengo tuttavia offensivo nei miei confronti, nei confronti dei miei colleghi coinvolti in questa situazione e dell'assemblea tutta il vincolo di ineleggibilità previsto nella transazione.
Durante le trattative spesso sono state pronunciate da entrambe le parti le parole "pace sociale". Oggi posso dichiarare che la pace sociale è pagata solo da noi ex amministratori.
Pagare 310.000 euro dopo averne pagati molti di più in spese legali e con la presenza nella transazione di una clausola offensiva come quella prima citata ci lascia l'amaro in bocca.
Dichiaro la mia astensione dal voto.
Vi ringrazio
Brugherio, 13 maggio 2007
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